Attualità (2-06-2019)

NON SEPARARE TERRA E CIELO

La festa dell’ascensione del Signore ci invita a non opporre il cielo alla terra, anzi ci impegna con forza a non separarli mai. Proprio prendendo atto dell’assenza fisica di Gesù, l’ascensione proclama la sua presenza in mezzo a noi attraverso la forza dello Spirito Santo.
Che cosa sarebbe una religione che guardasse solo verso il cielo? Diventerebbe una fuga in avanti, un’evasione poco gloriosa fuori dal mondo. Compresa in questo modo, la religione si attirerebbe una duplice critica: quella di mancare di coraggio o di essere indifferente alla condizione storica, ma anche quella di esprimere sfiducia o addirittura disprezzo verso la creazione e il suo Creatore. Ma noi cristiani crediamo in un Dio che si è fatto uomo e che è venuto ad abitare sulla terra!
Al contrario, che cosa diventerebbe un’esistenza che si limitasse all’orizzonte del mondo presente? Rischierebbe di esaurirsi nei giochi del potere e del successo, nei conflitti di interesse e nel culto del vitello d’oro. La festa dell’ascensione ricorda a noi, abitanti della terra, ciò che conferisce all’esistenza umana il suo più alto significato: la certezza che ogni creatura è nelle mani di Dio e merita rispetto e solidarietà; il senso dell’eminente dignità di ogni persona, dal suo concepimento fino all’ultimo respiro; la speranza che il nostro destino si compirà in Dio, uniti all’insieme della famiglia umana.
Noi crediamo al cielo, ma è sulla terra, qui ed ora, che Dio ci chiama a conformare la nostra vita a quella del Figlio.
Ai discepoli Gesù affida una missione impegnativa: collaborare con lui alla salvezza dell’umanità. Anche noi, come i discepoli di allora, possiamo trovare la gioia partecipando all’evangelizzazione, portando dovunque la Buona Notizia.

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