Attualità (20-1-2019)

IL VANGELO E LA GIOIA

Il vangelo delle nozze di Cana, che leggiamo nella liturgia di oggi, ci presenta il tema della gioia e sembra chiederci: cosa sarebbe la nostra vita senza la gioia?
Nelle omelie si dice spesso che il vangelo è gioia, quella vera, non quella cercata nella droga, nell’alcool, nello stordimento dei weekend.
Come portare questo annuncio in modo efficace? Papa Francesco ci ha provato con l’Evangelii Gaudium, “la gioia del vangelo”.
Quando la predichiamo nelle nostre chiese, la gente, lì per lì, ci crede. ma poi… la realtà è un’altra. Se uno oggi cerca la gioia, non ricorre al vangelo, neanche se è credente. Cerca altre strade.
L’Italia, piena di chiese e satura di prediche è uno dei paesi più corrotti del mondo.
Cercare la gioia lontano dal vangelo non è una scappatella che si risolve con una confessione, ma una scelta furba e vincente.
Proviamo a fare una verifica con i bambini. Se diciamo loro che la gioia del vangelo è accogliere con amore e simpatia gli stranieri, essere vicini ai compagni più poveri ed essere sempre disponibili ad aiutarli, non ricorrere a gesti di bullismo e di prepotenza con i più deboli, dire sempre la verità, essere generosi, rifiutare la volgarità e via catechizzando, i bambini ci ascoltano e ci danno ragione. Ma in realtà la loro faccina sembra dire: “Lo sai anche tu che non è vero”. E non potrebbe essere diversamente, perché in casa, in strada, nei media l’annuncio che ascoltano è l’esatto contrario. Gli emigranti? Tutti a casa loro! I compagni più poveri e deboli? Stai alla larga! La violenza? Meglio darle che prenderle! La solidarietà? Pensa ai fatti tuoi e non ti impicciare! Le parolacce? Le dicono tutti…
E se facessimo la stessa verifica tra gli adulti e gli anziani che ascoltano le prediche in chiesa, non avremmo risultati diversi.
La promessa della gioia che il vangelo ci fa è minacciata dalla noia, dalla stanchezza, dalle abitudini e dal dare meno valore all’altro e alle relazioni.
Maria dice anche a noi: “Qualunque cosa vi dica, fatela”. Non sono parole da capire e basta, ma fare. Non possiamo annacquare il vangelo; dobbiamo ascoltarlo e metterlo in pratica. Nel fare la parola di Gesù sta la via d’uscita dalla tristezza e dal buio.

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