Attualità (20-10-2013)

IL CONTAINER DELLO SCANDALO

La nostra unità pastorale collabora organicamente con la missione di Yalgo, in Burkina Faso. Alcune persone hanno visitato la missione e P. Clement, il parroco, è già venuto varie volte da noi. Proprio in questi giorni è nostro ospite, insieme a suor Pauline, una delle quattro suore che collaborano nei servizi sociosanitari, scolastici e pastorali della missione, fondata due anni fa.
A maggio scorso abbiamo inviato a Yalgo due container pieni di materiale vario. I container erano rimasti per alcuni mesi, uno sul piazzale della chiesa di Pieve a Elici e uno davanti alla piscina di Massarosa, come richiamo per tutti a collaborare al progetto, e i risultati sono stati eccellenti.
Volendo proseguire nell’esperienza, abbiamo procurato un altro container e l’abbiamo posto davanti alla chiesa di Piano del Quercione per coinvolgere più direttamente anche questa comunità. La Misericordia del paese si è impegnata a coprire le spese di acquisto del container.
A differenza di quanto accaduto per i precedenti, la collocazione del container proprio di fronte alla chiesa, in occasione della festa della Madonna del Buon Consiglio (6 ottobre), ha suscitato meraviglia e critiche. La vigilia e il giorno della festa il parroco ha spiegato a coloro che erano in chiesa il motivo: l’attenzione ai poveri è centrale nell’esperienza di fede: “Essi vi accoglieranno nel regno dei cieli”, dice il vangelo. La collocazione provvisoria del container indica questa centralità. Il Signore Gesù e la Madonna non si sarebbero offesi ed avrebbero approvato sicuramente questa scelta.
Ma il Consiglio della Misericordia (ai cui membri qualcuno dovrebbe spiegare il significato di questa parola: “cuore rivolto ai miseri”), riunitosi martedì 8, ha replicato che il container deve essere rimosso, e, avvalendosi del fatto che la Confraternita è corresponsabile del progetto, in quanto cofinanziatrice, ha incaricato il presidente di far presente al parroco la sua decisione. Non è la prima volta che la Misericordia assume decisioni e iniziative in contrasto con la parrocchia, la quale da un po’ di tempo convoca con cadenza mensile un’assemblea aperta a tutti, nella quale si discutono le linee da seguire e le decisioni da prendere.
Qualche tempo fa la parrocchia aveva fatto collocare dei contenitori di fiori ad una distanza di pochi metri dalla facciata della chiesa, perché le automobili venivano parcheggiate fino a ridosso degli scalini, e, nonostante la disponibilità di diversi posti di sosta, si è continuato a parcheggiare a ridosso dei contenitori e del passo, difeso da una catena, ma nessuno si è mai risentito.
All’uscita della preghiera di sabato 5, qualcuno ha fatto osservare che proprio di fronte alla catena si trovava un veicolo che, se fosse stato in posizione orizzontale, avrebbe ingombrato e coperto la chiesa quanto il container.
La morale è: al centro vogliamo starci noi, i nostri privilegi e i nostri comodi, spesso mascherati con la difesa della chiesa (edificio) e di madonne; i poveri e tutto quanto ci parla di loro devono stare da una parte, nascosti, non ci devono disturbare. Non c’è vangelo, né “misericordia” che tenga!

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