Attualità (24-04-2016)

LA MISERICORDIA E LE RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA

Non basta che la chiesa parli di misericordia, bisogna fare la verità (Gv 3,21). Soprattutto oggi che la chiesa è giudicata più in base alle sue azioni che alle sue parole. Il suo messaggio deve far sentire i suoi effetti sulla passi concreta e promuovere una cultura della misericordia in tutta la vita. Ce ne ha dato un chiaro esempio Papa Francesco anche in questi giorni, Ha visitato a Lesbo i migranti in attesa di una decisione su di loro e portato a Roma tre famiglie siriane accolte dalla S. Sede.
Fin dagli inizi, la prassi caritativa delle prime comunità cristiane si distinse per il fatto che non affidò tale prassi alla religiosità privata, ma la praticò come comunità in forma istituzionalizzata.
Così le riunioni per la celebrazione della cena del Signore furono accompagnate fin dall’inizio da un’agàpe, un pasto, come celebrazione caritativa. Negli Atti degli Apostoli leggiamo che il servizio delle mense aveva raggiunto già nella comunità di Gerusalemme dimensioni tali che gli apostoli non riuscivano più a farvi fronte e istituirono per questo i sette, che poi furono chiamati diaconi
( At 6,1-4). Le testimonianze della chiesa antica sono numerose ed eloquenti. Esse parlano di elemosine, che venivano fatte a conclusione della messa domenicale, che servivano al sostentamento delle vedove e degli orfani, dei malati, dei deboli, dei poveri e dei disoccupati, degli schiavi e dei fratelli di passaggio (i pellegrini e i forestieri). Tertulliano racconta che la sollecitudine dei cristiani per i bisognosi riempiva di stupore l’ambiente pagano e riferisce che i pagani dicevano: “Guardate come si amano”. Una bella testimonianza riguardante la vita dei primi cristiani si trova nella Lettera a Diogneto, uno scritto anonimo del II o III secolo, che diceva come i cristiani non conducevano una vita appartata, ma una vita esteriormente del tutto normale e come tuttavia si comportassero in modo diverso: “Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati… Sono poveri, e fanno ricchi molti, mancano di tutto e di tutto abbondano”. A partire dal IV secolo sorsero case per malati e pellegrini, asili per poveri che divennero modelli per i futuri ospedali. In questo modo il cristianesimo ha esercitato sulla cultura europea un influsso che continua a operare anche oggi. Senza questo impulso cristiano non è possibile comprendere né la storia culturale e sociale dell’Europa, né quelle dell’umanità. Quando si fa riferimento alle radici cristiane dell’Europa si vuole affermare soprattutto questi valori dell’accoglienza e del servizio ai più poveri e bisognosi, e dovremmo domandarci se oggi l’Europa, per esempio nei confronti dei migranti e dei profughi, testimonia ancora queste sue profonde radici.

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