Attualità (26-01-2020)

DOMENICA DELLA PAROLA

Oggi, 26 gennaio, terza domenica del tempo ordinario, è. per volontà di Papa Francesco la “giornata della Parola di Dio”. Il Papa l’ha voluta proprio perché nelle comunità si diffondesse maggiormente la conoscenza della S. Scrittura. La Bibbia dovrebbe diventare il nostro “libro del cuore”. Già nel 1500 Martin Lutero notava: “In Italia la Sacra Scrittura è così dimenticata che rarissimamente si trova una Bibbia”
E il poeta francese Paul Claudel (1868-1955) ironizzava: “ I cattolici hanno un grande rispetto per la Bibbia e lo dimostrano standone il più lontano possibile”. Bisogna riconoscere che i cristiani delle nostre comunità hanno una scarsa familiarità con la Parola di Dio, che ascoltano (!?) soltanto a messa.
La Bibbia è il libro più diffuso al mondo, ma è anche quello più polveroso nelle nostre librerie.
Il Concilio Vaticano II° aveva dato una grande spinta alla lettura della Parola di Dio attraverso la riforma liturgica e la costituzione dogmatica “Dei Verbum” (1965). Benedetto XVI aveva dedicato il Sinodo del Vescovi del 2008, alla “Parola di Dio nella vita e e nella missione della Chiesa, sfociato due anni dopo nell’Esortazione Apostolica “Verbum Domini”. Su questa scia si è inserita la recente iniziativa di Papa Francesco “Aperuit illis” (“aprì loro la mente per comprendere le Scritture”: con queste parole l’evangelista Luca sintetizza l’incontro del Risorto con i discepoli di Emmaus) ha istituito nella terza domenica del tempo ordinario la celebrazione della “Domenica della Parola di Dio”, mettendo in atto quanto aveva auspicato a con conclusione del Giubileo straordinario della misericordia. Far seguire a quella “spiritualità della misericordia” una maggiore presenza della parola di Dio, che è vita e di cui deve nutrirsi il popolo cristiano assieme al cibo eucaristico.

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