Attualità (29-09-2019)

DIO PRIVILEGIA I POVERI

In ogni parte del mondo si incontrano volti diversi della povertà: la povertà dignitosa di chi è felice di ciò che possiede; la povertà solidale di chi sa condividere; la povertà degradante di portatori di handicap che mendicano sulle strade; la povertà abusata dei bambini e delle donne venduti come schiavi del lavoro e del sesso; la povertà arrabbiata di chi non ha futuro; la povertà scelta per amore di Dio e dei fratelli.
La parola di Dio ci presenta la povertà come “beatitudine” e i poveri come “prediletti di Dio”, ma non mancano, specie in terre di missione dove le ingiustizie e le povertà sono più numerose e più evidenti, chiese e sette che consacrano la ricchezza come segno di benedizione e ‘misura ‘ della fede. Allora viene da domandarci: che cos’è la povertà per il credente?
Per la parola di Dio e per la teologia la povertà non è voluta da Dio, ma è provocata dall’ingiustizia sociale. L’essere figli di Abramo o discepoli di Cristo non garantisce l’ingresso nel regno dei cieli: la via della salvezza percorre la strada umile dell’ascolto della Parola e dell’obbedienza a un Dio che si è fatto prossimo della nostra umanità per portare “ai poveri il lieto annuncio… ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi”.
La comunità di Gesù si caratterizza per la mancanza di poveri: “Nessuno infatti tra loro era bisognoso…(Atti).
Il Dio che ha scelto l’incarnazione come via della solidarietà radicale con le proprie creature, può essere testimoniato soltanto da una comunità profetica e solidale.
S. Giovanni Crisostomo affermava come il “sacramento dell’altare” deve collegarsi strettamente al “sacramento del fratello”: “Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra, cioè nei poveri privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità… Mentre adorni l’ambiente del culto, non chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questi è un tempio vivo più prezioso di quello”.
Don Tonino Bello definiva i poveri “Cattedrale Maggiore” e papa Francesco indica in una “Chiesa povera e per i poveri” l’unica strada percorribile per la rinascita delle nostre comunità.

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