Attualità (3-11-2019)

CURIOSITA’ INTELLIGENTE E CURIOSITA’ PETTEGOLA

Curiosità deriva da cura, sollecitudine: è la tensione ad andare oltre la superficie delle cose per conoscere e per conoscersi; è risposta al desiderio di conoscenza che abita l’uomo. Ma l curiosità può anche essere indirizzata male. Diventa morbosa quando ci si ferma ad osservare un incidente o un luogo di reato, quando si leggono pettegolezzi riguardanti la vita di personaggi famosi, provando quasi piacere per la sfortuna altrui; quando si indaga per carpire qualche informazione che riguarda i vicini, gli amici, i colleghi. E’ la caccia alle indiscrezioni, la violazione della privacy, il ficcare il naso nelle cose per il gusto di frugare nell’intimità degli altri, per possedere informazioni con cui paragonare giudicare, sentenziare o anche solo alimentare le chiacchiere.
Nessuno ne è immune: l’istinto a impicciarsi delle cose altrui è una fragilità umana, che porta all’invidia, al pettegolezzo, alla cattiveria. Questa curiosità abbrutisce l’uomo, ne mette in luce la parte peggiore, che divide, ostacola i rapporti, crea barriere, incrina relazioni. Non ne sono esenti le nostre comunità: non è un caso l’invito insistente di Papa Francesco a non concedere spazio alle “curiosità cattive”, al chiacchiericcio, al pettegolezzo.
“Sii meno curioso della gente, e più curioso delle idee” diceva una scienziata francese. E’ come dire: scegli fra le tante possibilità verso cui la curiosità ti indirizza. Ma come scegliere? Cosa può fare da bussola. Zaccheo, di cui ci parla il vangelo di oggi, è un pubblicano, ricco, piccolo di statura, ma soprattutto un cercatore curioso. Ha sentito parlare di Gesù; ora che Gesù passa vicino a casa sua, desidera vederlo. La su è una curiosità genuina, senza pretese. Vuole capire chi è Gesù, e per soddisfare il suo desiderio esce di casa, si arrampica su un albero, si espone al giudizio degli altri. In questo modo egli rende evidente la sua disponibilità all’incontro, incrocia lo sguardo di Gesù e da cercatore diventa cercato.
L’esito di questa ricerca è una vita nuova: grazie allo sguardo di Gesù, Zaccheo cambia il suo sguardo sul prossimo e sulle cose.
Manteniamo sempre viva dentro di noi la curiosità di Zaccheo: Gesù, chi si? Questa domanda ci guiderà a capire chi siamo e chi desideriamo essere; è così che possiamo sentire con stupore lo sguardo amorevole di Gesù su di noi; così ritroviamo la nostra direzione anche quando la nostra fragilità ci indirizza altrove.

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