Atttualità (8-05-2016)

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LA CHIESA  DEI POVERI E PER I POVERI

Se la chiesa non vuole solo predicare, ma anche vivere il messaggio di Gesù del Padre che perdona e il suo modo di comportarsi con esistenze marginali del suo tempo, allora non deve creare uno steccato intorno a coloro che, allora come oggi, non passano per persone pie. Essa deve avere un cuore per la gente che conta poco, per i poveri, i malati, i senza tetto, gli immigrati, gli emarginati, le prostitute, che spesso, data la loro grande miseria, sono costrette o non vedono altra via che quella di vendere il proprio corpo e di dover subire umiliazioni pesanti.
La chiesa non deve mai giustificare il peccato, ma deve occuparsi con misericordia dei peccatori, ha spesso evidenziato Papa Francesco. Alla sequela di Gesù non deve mai essere percepita come la chiesa dei ricchi e dei benestanti, della classe dominante e delle persone socialmente rispettabili. Essa vive l’”opzione preferenziale”, non esclusiva, dei poveri nel senso più largo del termine.
La parola di Dio è molto istruttiva al riguardo. Il pubblicano Levi divenne l’evangelista Matteo, Saulo di Tarso, da persecutore dei cristiani, divenne Paolo l’Apostolo delle genti. Anche molti, che poi sono divenuti santi, furono inizialmente, come Charles de Foucauld, delle esistenze fallite; secondo criteri oggi vigenti per la nomina dei vescovi, una persona come S. Agostino non sarebbe mai stato nominato vescovo. Dio può tirare fuori qualcosa di buono anche da cocci.
Per fortuna nella chiesa ci sono spazi e luoghi di misericordia e non stimeremo e ringrazieremo mai a sufficienza coloro che svolgono questo servizio della misericordia. Non pensiamo solo ai servizi fisici che si prestano negli ospedali, nelle case per anziani, nelle comunità per tossicodipendenti, malati di aids e altre persone bisognose; tutte queste case, ospizi, mense, dormitori, centri di ascolto, devono essere contraddistinti, oltre che dai necessari aiuti materiali, anche da una cultura cristiana della misericordia. Le organizzazioni che si fregiano di questo nome antico e carico di significato, devono essere dotate di tutti gli apparati sanitari moderni; ma non devono ridursi a un sistema tecnologicamente e sempre più economicamente e burocraticamente orientato in cui non c’è più posto per la gratuità, il calore, l’ascolto e la consolazione umana.
Esiste oggi un pericolo per la chiesa, provocato da una esagerata istituzionalizzazione e burocratizzazione, che non permettono di distinguere la chiesa da organizzazioni mondane e sfociano in modi comportamentali istituzionali che offuscano il suo profilo spirituale.
Una maggiore semplicità e povertà possono dare alla chiesa una maggiore credibilità soprattutto da parte delle persone che soffrono e che sono emarginate e vessate dalla burocrazia, dell’organizzazione e della istituzionalizzazione.

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