Attualità (10-06-2018)

MISERICORDIA E PECCATI IMPERDONABILI

La misericordia è il principale attributo di Dio, è il suo nome, ci ha ricordato Papa Francesco durante l’anno del Giubileo della Misericordia. Certo, all’interno della Trinità non ha senso parlare di misericordia, così pure nei rapporti all’interno del Paradiso.
La misericordia è necessaria là dove l’imperfezione e il peccato condizionano le relazioni tra le persone e producono fratture e ferite che proprio l’amore misericordioso è capace di sanare.
Nel Vangelo la Misericordia di Dio viene prima della conversione e la rende possibile. Nelle dinamiche umane spesso l’atteggiamento misericordioso e l’offerta di perdono sono condizionati alla promessa di un cambiamento della cattiva condotta: “Ti perdono se ti converti”. Nella logica di Dio la misericordia non è condizionata alla conversione, ma ne è la condizione perché questa possa compiersi. Il peccatore può rifiutare in modo ostinato il dono della misericordia, ma non può impedire a Dio di permanere nel suo atteggiamento di amore e di perdono.
Gesù afferma che “chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in eterno”. Questa affermazione pone alcune domande. E’ possibile che un atto singolo possa determinare una situazione di condanna per l’eternità? Non contraddice la misericordia di Dio l’affermazione di un atto peccaminoso irreparabile per sempre?
Rifiutare l’amore di Dio rappresenta il tradimento dell’opzione fondamentale del cristiano, e di ogni uomo, e determina una rottura irreparabile della relazione con Dio e con i fratelli. Irreparabile non significa imperdonabile da parte di Dio, ma solo dalla parte dell’uomo. Dio è sempre disponibile al dono dell’amore, qualunque sia la condotta dell’uomo. Questa non impedisce a Dio il suo atteggiamento misericordioso, ma impedisce all’uomo la possibilità di accoglierlo, se rimane ostinato nel suo rifiuto di lui. E, d’altra parte nessun uomo può perdonare se stesso, perché in gioco c’è sempre una relazione, che esige la necessità che il perdono sia chiesto, offerto e ricevuto.
Un peccato resta imperdonabile perchè senza la grazia di Cristo l’uomo peccatore non ha nessuna possibilità di essere giustificato. Dio non agisce a dispetto della coscienza dell’uomo, ma ne rispetta la libertà e la decisione.
Il vangelo di questa domenica affronta e risolve il problema. Tra le parabole che Gesù, chiamati in disparte gli scribi che affermavano che egli scacciava i demoni in virtù del potere del principe dei demoni, narra: “nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l’uomo forte; allora ne saccheggerà la casa”. Cristo è il più forte che ha imprigionato Satana e liberato coloro che egli teneva schiavi del peccato!

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