Attualità (23-08-2015)

VERI E FALSI MAESTRI

Molti seguono un maestro e i maestri sono formatori di persone e personalità. Per maestro non intendiamo solo insegnante, ma colui che sollecita ideali, fa intravedere mete e indica sentieri, consiglia nei casi di dubbio e offre la propria esperienza come confronto per il discepolo. Non offre soluzioni, ma avvia al discernimento. Non si sostituisce al discepolo, piuttosto ne suscita la libertà e proprio per questo fa prendere coscienza della responsabilità nell’orientamento e nella condizione della sua esistenza.
Non esistono solo buoni maestri. Alcuni si pongono come maestri e attirano seguaci, ma agiscono e parlano per diventare protagonisti e mettersi in primo piano. Non fanno crescere la libertà, perché puntano sulla suggestione emotiva e in questo modo inducono a scelte che in realtà non sono tali, perché il seguace, affascinato da un leader, fa quasi automaticamente tutto ciò che egli vuole.


La storia, antica e recente, è piena di dittatori che apostrofano dai balconi folle osannanti, che passivamente accolgono ciò che viene loro detto, anche se si tratta di un annuncio di una guerra. La gente diventa massa informe, in cui la libertà di pensare con la propria testa, di decidere di se stessi e delle proprie scelte, svanisce in un sonno collettivo e gettata all’ammasso.
Ci sono altri cattivi maestri, più discreti, ma non meno pericolosi: i messaggi mediatici che giorno per giorno cambiano il modo di pensare per far assumere modelli di vita che avvantaggiano coloro che promuovono tali comunicazioni. Molti e radicali cambiamenti sono stati prodotti dalla televisione, e soprattutto dalle emittenti commerciali.
Questi mezzi esercitano un fascino sottile, che intacca e alla fine sbriciola i codici di valore prima ritenuti sacrosanti, cosicché ciò che ogni giorno si vede alla televisione diventa lecito: il modo di vivere i rapporti affettivi e sessuali ne è uno dei più chiari esempi.
Resistere al fascino del falso maestro è difficile, perché è necessario avere già formato una coscienza morale chiara, il senso critico, avere il coraggio di essere voce fuori dal coro e, non di rado, di pagare di persona il proprio dissenso. Quanto più il livello culturale è basso, tanto più il rischio di diventare vittime inconsapevoli dei maestri dell’opinione pubblica è alto. Certi leader hanno capito molto bene questo meccanismo, e sono “maestri” nel saperlo usare a loro vantaggio politico e non solo.

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