Attualità (25-06-2017)

LA CONFESSIONE: RACCONTARE TUTTO? (3)

“Perché raccontare tutto” dice qualcuno, “Non basta dire: Ho sbagliato?”. Quello che pesa è raccontare le nostre mancanze. Non è difficile capire il perché: il racconto delle nostre debolezze ci espone ad un’altra persona in tutta fragilità; e questo non ci piace; quest’altra persona non è uno sconosciuto, ma il prete che incontriamo normalmente nella comunità; tanto è vero che molti cercano di confessarsi lontano dalla propria parrocchia, proprio perché non conoscono e non sono conosciuti; ma l’elemento più problematico in tutto questo è il fatto che raccontare le proprie debolezze le rende più evidenti anche a se stessi; e, questo, in genere, non ci piace.
La confessione è legata profondamente all’esame di coscienza: questo è un formidabile esercizio di conoscenza di sé, perché ci obbliga a guardare nella profondità del nostro cuore e trovare le radici del bene e del male in noi. Se compiuto bene, l’esame di coscienza porta con sé una profonda liberazione. Riconoscere le proprie fragilità significa cominciare a cambiare, è l’inizio del cammino di libertà. Dire le proprie fragilità a una persona che rappresenta la Chiesa e può donarci il perdono di Dio, significa porsi in rapporto con il Dio di Gesù, morto e risorto per salvarci e, perciò, avvocato delle nostre debolezze presso Dio e la comunità.
Spesso si sente dire: “Ma che peccati posso aver fatto?” e “Tanto dico sempre le stesse cose”. Queste frasi rivelano che molti rimangono sempre bambini. Proviamo a pensare: è possibile non fare mai del male? E’ possibile, da adulti, confessare i peccati che raccontavamo da piccoli?
Tutti facciamo del bene e tutti facciamo del male; la confessione ci insegna a riflettere su noi stessi per ringraziare Dio per il bene e per chiedere a Dio perdono del male; un male concreto, che tocca i più prossimi a noi e anche i lontani. Ci sono anche i peccati sociali: gli sprechi, il consumismo. Il mancato rispetto della natura…
Chi crede di non fare mai del male, probabilmente non si conosce abbastanza e il sacramento della riconciliazione può essergli di grande aiuto. Non commettiamo sempre gli stessi peccati, perché non siamo sempre uguali; noi cresciamo, diventiamo adulti, ci trasformiamo, abbiamo relazioni diverse, abbiamo responsabilità nuove verso gli altri e il mondo. La confessione è per chi è in cammino verso la libertà, da noi stessi, dal proprio orgoglio e dalla propria solitudine.

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