Attualità (25-08-2013)

LO “STILE” DELL’ANNUNCIO DEL VANGELO

Il 17 e 18 agosto si è tenuta a Casoli di Camaiore una “due giorni” di preghiera, riflessione e confronto sul tema dell’annuncio del vangelo nel nostro tempo e nel territorio della nostra unità pastorale. Scopo dell’incontro, più volte annunciato e approfondito nei fogli settimanali era quello di studiare come fare dell’annuncio e della testimonianza della Parola di Dio, a livello personale. Familiare e comunitario, il centro dell’azione pastorale della nostra comunità come vuole il Concilio , le numerose indicazioni del Papa e dei vescovi e del nostro in particolare.
Si sono affrontati soprattutto due temi. La “traduzione” della parola di Dio nel linguaggio della gente di oggi, con la capacità di incontrare la vita e l’esperienza che questa comporta, la necessità di annunciare il Dio della Bibbia e del Vangelo, purificando il suo nome e la sua identità da impurità e incrostazioni che col tempo si sono formate.
Non sono mancate analisi e proposte riguardanti la vita concreta della nostra comunità, che progressivamente cercheremo di proporre e di mettere in atto.
Nelle intense e sentite riflessioni è emersa, tra l’altro, la necessità di rivedere lo “stile” di vita e di annuncio della nostra comunità. Non si tratta di una revisione esteriore e di facciata, ma dell’intimità stessa della comunità, della sua vita interiore e della sua capacità di parlare e di comunicare alla gente e al mondo, con mitezza e dolcezza, presentando il vangelo (= annuncio di gioia), come un’esperienza positiva che ha attraversato la vita dei credenti e della comunità che viene offerta come opportunità per cambiare in positivo la vita di chi ascolta e osserva.
Questo cambiamento di stile non si realizza immediatamente, dall’oggi al domani, ma con lentezza, mettendosi in ascolto umile di Dio e dell’uomo e lasciandosi interpellare dall’uno e dall’altro.
I vangeli dicono che Gesù aveva uno stile preciso nel vivere quotidiano, nel parlare, nello stare con gli altri, nell’incontrarli, nel toccarli e nel lasciarsi toccare, nel guardarli e nel lasciarsi guardare, nel camminare con determinazione verso una meta precisa (Gerusalemme), il volto teso verso l’invisibile ma capace di mettere i propri occhi negli occhi di chi incontrava.
Per questo i cristiani, discepoli di Gesù, non dovrebbero mai prescindere dallo stile di comunicazione, e di prassi, perché lo stile è tanto importante quanto il contenuto del messaggio. Non si può comunicare una buona notizia, tanto meno la buona notizia che è il vangelo, attraverso una cattiva comunicazione, non si possono annunciare la pace, il perdono, la riconciliazione, la misericordia con uno stile arrogante, impositivo e pretenzioso. E’ significativo che nei vangeli Gesù dia più avvertimenti sullo stile che sul contenuto del messaggio da predicare. Il contenuto del messaggio è la venuta del regno di Dio e l’esigenza di conversione, mentre sullo stile egli spende molte parole precise e puntuali: “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”; “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”; “non fate come gli ipocriti”…
Lo stile con cui il cristiano e la comunità cristiana stanno nel mondo e nella storia è dunque determinante: da esso dipende la fede stessa che non può mai essere contraddetta dai mezzi e dai modi con cui è narrata, trasmessa o testimoniata. Tra le più gravi contraddizioni a una testimonianza cristiana oggi è proprio la mancanza di stile nel comunicare, ma anche nel cercare di vivere le esigenze del Vangelo. Uomini e donne, cristiani generosi e convinti assumono spesso uno stile che impedisce al loro messaggio di raggiungere il cuore degli altri. La loro ostentata sicurezza, il loro sentirsi possessori della verità, il loro sentirsi veri cristiani, la loro presunzione di non avere nulla da cambiare è una smentita del vangelo che vorrebbero annunciare.
Abbiamo ancora molto da imparare da Gesù a riguardo del modo con cui rapportarci con gli altri e col mondo che ci circonda, e, ancora di più circa il cammino del vangelo.
Per discutere di questi temi e per elaborare un progetto di cammino che coinvolga il più possibile tutta l’unità pastorale, in analogia alla convocazione diocesana del 1 settembre, si terrà domenica 22 settembre, dalle ore 9.00 fino al pranzo compreso, a Massarosa la Convocazione dell’unità pastorale, di cui daremo in seguito il programma dettagliato.

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