Attualità (3-05-2015)

Un abbraccio lungo 6500 Km (terremoto in Nepal)

A cura di Simona Genovali

Sono circa le otto e trenta del mattino del 25 aprile, il giorno in cui si ricorda la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, quando a oltre 6500 Km di distanza, un devastante terremoto si abbatte sulla Repubblica Federale del Nepal. Il Nepal è una zona particolarmente sismica perchè si trova nel punto di scontro tra la placca indiana con quella eurasiatica. Da questa pressione è nata la catena dell’Himalaya, che lambisce il paese segnalando il confine con il Tibet.
Moltissimi edifici, tra cui diversi templi antichi sono crollati a causa del sisma. A Kathmandu, la capitale, tra gli edifici crollati alti c’è anche la torre Dharahara, alta oltre 60 metri e simbolo della città.
Si è trattato del peggior terremoto che ha colpito il Nepal dal 1934.
Attualmente il bilancio delle vittime è salito a oltre 4000 morti e 8000 feriti.
Il primo ministro nepalese ha lanciato un appello alla comunità internazionale per affrontare l’emergenza dei feriti e degli sfollati.
Secondo gli esperti, il terremoto ha spostato l’area di Kathmandu di circa 3 metri verso Sud e la terra continua a tremare a causa delle scosse di assestamento.
La città di Gorkha, l’antica capitale del Nepal, situata a metà strada tra Kathmandu e Pokhara risulta tra le zone più danneggiate dal sisma. Gorkha è conosciuta fin dall’antichità per essere la “casa dei guerrieri Gurkha”, noti per il loro coltello curvo, il kukri. Anche Lumbini, la città natale del Buddha, dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, risulta gravemente danneggiata. Si tratta del più importante sito di pellegrinaggio buddista del mondo e da sempre considerata simbolo di pace.
Il Nepal, conosciuto per il monte Everest, la montagna più alta dell’Himalaya, ma anche per i suoi templi indù e buddisti dagli eleganti cancelli in bronzo e le torri rosse, le meravigliose sculture delle divinità, ci chiede di volgere il nostro sguardo oltre le cime innevate delle montagne che lo circondano e ascoltare il freddo vento del nord, alla ricerca di un briciolo di speranza.

Festa della Madonna del Carmine

A cura di Simona Genovali

La seconda domenica dopo Pasqua è stata festeggiata, come ogni anno, la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, meglio conosciuta come la “Madonna del Carmine”. Si tratta di una festa le cui radici risalgono agli inizi del 1250, quando in occasione dell’apparizione mariana a San Simone Stock (religioso appartenente all’Ordine dei Carmelitani), la Madonna gli consegnò uno scapolare da indossare in segno di protezione e devozione (scapolare = striscia di stoffa con apertura sulla testa che ricopre il corpo fino al petto).
La festa viene celebrata in moltissimi Comuni italiani della provincia di Verona, Salerno, Foggia, Catanzaro, Reggio Calabria, Potenza, Bari, Lecce, Agrigento, Trapani, Catania, Alessandria, Palermo, Taranto, Crotone.
La Parrocchia ringrazia quanti hanno preso parte alla celebrazione della Santa Messa nella Chiesa di S. Jacopo e S. Andrea di Massarosa e alla processione per le vie del paese, accompagnando la Beata Vergine Maria con canti e preghiere. Un ringraziamento particolare va ai giovani ragazzi che si sono resi disponibili a portare la statua (del peso di…..) sulle proprie spalle e ai fedeli che hanno abbellito i loro balconi e le strade del centro con fiocchi, coccarde e piccole luci.

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