Attualità (31-03-2013)

SERVIRE I POVERI O SERVIRSI DEI POVERI ?

I volontari del Centro d’Ascolto Caritas di una sottozona pastorale dell’entroterra versiliese, intorno alle feste di Natale, hanno voluto organizzare un pranzo per tutte le famiglie e le persone seguite dal Centro e che abitano nelle parrocchie che fanno parte della sottozona. L’intento era quello di realizzare un momento di fraternità, di amicizia e di festa sia tra le famiglie afferenti al Centro, sia tra queste e i volontari, i quali, ottenuto in uso gratuito, per l’occasione, un ristorante della zona, hanno preparato essi stessi le portate del menu e si sono autotassati per coprire le spese dell’acquisto delle cose necessarie.
La partecipazione ha superato tutte le attese: più di 120 persone.
Ad una occasione del genere non poteva mancare l’adesione dell’amministrazione locale, la quale partecipa alle attività del Centro d’Ascolto con un contributo annuo di mille euro. L’assessore alle politiche sociali ha preparato una notevole quantità di cibo, e, al momento del pranzo, si è presentato con altri esponenti della politica locale che hanno occupato un tavolo a sé, e un gruppo di amici. Tutti si sono seduti comodamente a tavola e si sono lasciati servire dai volontari, i quali hanno fatto osservare che, pur impegnati nel servizio, avevano contribuito al pranzo anche economicamente. Speravano che gli ospiti inattesi, alla fine, lasciassero un loro contributo. Questi, invece, quasi tutti, con naturalezza, consumato il pasto, se ne sono andati ringraziando e salutando cordialmente, ignorando perfino un cartello col quale i volontari evidenziavano che era gradita un’offerta.“Vergogna!, ha commentato una volontaria, sono venuti a mangiare anche nel piatto dei poveri!”.
La riunione successiva dei volontari del Centro d’Ascolto è stata un’occasione preziosa per una riflessione approfondita e appassionata sul tema; “Servire i poveri o servirsi dei poveri?”, che sarebbe bene poter estendere a tutta la comunità.

IL VESCOVO CASTELLANI SULLA QUESTIONE DEI PROFUGHI

Rispondendo ad articoli di stampa, prese di posizione di singole persone e rappresentanti di istituzioni, Mons. Italo Castellani, Arcivescovo di Lucca, così ha scritto agli interessati: “…rispettosamente non entro in merito allo stile e soprattutto allo spirito che lo anima. Ciascuno si assume le responsabilità del proprio pensiero e dei propri atti.
Su un punto, come custode e guida del popolo di Dio che vive in Lucca desidero esprimermi ricordando e testimoniando la Parola di Dio, senza alcun commento, così come ce la consegna il Vangelo: “ …perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,35-36.40).
Da questo nasce la mia chiara posizione: Il Vangelo non si tocca… e don Bruno Frediani, su questo, non si tocca!”
+ Italo Castellani arcivescovo

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