E’ Domenica (14-11-2021) – XXXIII domenica del tempo ordinario anno b

COMMENTO AL VANGELO XXXIII DOMENICA T.O.

Nella XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, ascoltiamo per l’ultima volta in questo anno un brano tratto dal Vangelo secondo Marco.
Il discorso che Gesù fa ai suoi discepoli mentre si trovano a Gerusalemme ha toni apocalittici, ma deve essere inquadrato nel contesto storico in cui l’evangelista Marco scrive questo testo. Le prime comunità cristiane stanno subendo le persecuzioni e si trovano a vivere un periodo duro, scoraggiante. Le immagini a cui ricorre Gesù sono, quindi, simboliche e servono per portare ad una successiva speranza: il Figlio dell’uomo verrà a portare la salvezza. In quel momento, tutto il resto non avrà importanza, poiché soltanto la Parola di Dio è ciò che rimane, incrollabile, al contrario delle cose materiali, che invece sono destinate a passare. Così già adesso, anche quando tutto sembra andar male, dobbiamo ricordare che il messaggio di Gesù non finisce, non “scade”.
Non sappiamo quando accadrà ciò di cui parla Gesù ai discepoli, non lo sa nessuno eccetto il Padre, perciò è necessario essere attenti, vigilare, per poter cogliere i segni della vicinanza del Signore. Anche durante i periodi più duri, si può avvertire la presenza di Dio al nostro fianco, se si ha un cuore attento e “allenato” all’amore. Ogni giorno della nostra vita può essere una scuola per praticare questo allenamento, in un cammino costante che ci scomoda e ci permette di lavorare su di noi, educandoci.
Un cuore attento può così scorgere la vicinanza del Signore nel povero, in colui che ha bisogno di sostentamento materiale, ma anche in chi necessita di un aiuto spirituale, sempre più indispensabile. Sono anche questi i segni a cui dobbiamo fare attenzione e su cui siamo invitati a riflettere in questa quinta Giornata mondiale dei Poveri. Le occasioni per fare del bene sono sempre dietro l’angolo e, se guardiamo al mondo con occhi di fede e amore, possiamo rendercene conto.

Domenica XXXIII del tempo ordinario anno b- clicca sopra per leggere la parola di Dio

IL BENE, NONOSTANTE TUTTO

Stiamo vivendo un tempo che chiede grande riflessione e pone molti interrogativi.
La pandemia, le migrazioni, la recente situazione dell’Afghanistan… ci fanno dubitare della coerenza del mondo che abbiamo costruito, che fa vacillare La fiducia verso l’uomo, che ci interroga profondamente sul senso e la direzione delle nostre scelte e delle nostre azioni.
Un mondo che invoca continuamente la decisione, la separazione, lo sguardo ostile verso l’altro, la diffusione di false notizie, l’incitamento all’odio, insomma un mondo che sembra invocare continuamente il male. In questo mondo noi, da credenti, vogliamo portare la nostra riflessione, la nostra speranza e la nostra convinzione. Il Bene nonostante tutto, il bene che si vede poco, che non è comunicato, che non fa notizia, il bene che è faticoso e lento. Il bene che fonda e costruisce. E che costruisce un pensiero diverso, un mondo diverso.
Siamo portati spesso a credere che il bene e il male si equivalgono, che siano come due facce della stessa medaglia, che abbiano quindi la stessa portata, solo opposte e in lotta tra di loro. E’ una visione molto diffusa. Ma non dà conto di un fattore molto importante: l’originalità e l’originarietà del bene. Il bene viene prima del male e quindi non gli è affatto equivalente. E’ precedente e più importante. La prima pagina della Bibbia parla di Bene, dice che la creazione è un’opera buona, che l’uomo e la donna sono buoni. Il male viene dopo, in un secondo tempo. Esiste, e può dominare sul mondo, ma viene dopo, e non è fondativo. Perché la creazione è fondata sul bene, è costruita sul bene. Nel Nuovo Testamento la forza dominante dell’amore e del bene è espressa in maniera ancora più significativa. Dio stesso diventa creatura che pratica e insegna il bene attraverso l’esempio. Uomo come noi, ci insegna a orientare la nostra libertà.
Non possiamo affermare che bene e male si equivalgono. Il bene è più forte del male, perché è venuto prima e perché è su di esso che è fondato il mondo. Ma naturalmente ciò non può portarci a negare l’esistenza del male. Il male esiste e dobbiamo imparare a riconoscerlo, dentro e fuori di noi. Ciò vuol dire che il male è esterno a noi, corre nelle vie del mondo, ma è anche profondamente radicato in noi, nel nostro cuore. Quando facciamo il male costruiamo il regno del male, costruiamo “strutture di peccato”, orientate al male. Spesso non ne siamo consapevoli, ma è importante chiarirlo a noi stessi. Che cosa fa sì che il male si radichi in noi? Non basta il fatto che siamo esposti al male, esso deve trovare un’adesione da parte della nostra coscienza. Il campo di battaglia della lotta tra il bene e il male è il cuore dell’uomo. E l’evidenza della vittoria dell’uno o dell’altro sono le sue azioni.
Il nostro cammino è nato da una fonte di bene e ci viene affidato. Tra le infinite possibilità che si aprono di fronte a noi siamo totalmente liberi di scegliere quali costruire, su cosa fondare il nostro cammino, in quale direzione muoverci. E la libertà si coniuga con la responsabilità. Scegliere liberamente di credere nel bene, di fare il bene, di dire il bene, significa costruire dimensioni di bene, strutture orientate al bene e un pensare e un linguaggio orientati al bene.
Come credenti dobbiamo essere consapevoli che la nostra azione si fonda su una visione positiva della vita e del suo potenziale di bene e bello di cui poter godere. Non è automatico. Dobbiamo scegliere e proporre il bene, portarlo di fronte agli occhi di coloro che stanno intorno a noi, soprattutto i ragazzi e i giovani; lasciare che ne facciano esperienza. L’uomo non è un essere impermeabile, le cose del mondo, le relazioni, hanno un impatto su di noi, e ci modificano. Esperienze di bello e di bene potranno costruire più facilmente vite orientate alla ricerca del bello e del bene. Dobbiamo insegnare a riconoscere il male. Quando lo incontriamo dobbiamo avere il coraggio di chiamarlo per nome, di individuarlo, circoscriverlo e denunciarlo. Anche in questo possiamo essere di esempio. E quando lo incontriamo, invochiamo con tutta la nostra forza il bene attraverso la preghiera.

AVVISI
Lunedì 15 – alle 18 a Bozzano Messa in suffragio di Pierluigi Lucchesi e alle 19 sempre a Bozzano riunione del Consiglio dell’associazione ricreativa.
Martedì 16 – alle 20,30 in canonica a Massarosa incontro sulla parola di Dio della domenica.
Mercoledì 17 – alle ore 21 al Don Bosco riunione per il Presepio vivente. C’è bisogno di idee e manodopera per collaborare alla realizzazione dell’evento.
Venerdì 19 – alle ore 21 al Don Bosco, riunione dei fidanzati.
Domenica 21 – A Lucca dalle 15 Giornata Mondiale dei Giovani. Al rientro alla sera spaghettata in parrocchia.
Sabato 27 – a Massarosa la messa sarà alle 17 e non alle 18 e a seguire incontro dibattito su Donne e Afghanistan.

LE AMICHE DELLE MISSIONI ALLESTIRANNO IL 13/14 20/21 27/28 NOVEMBRE E 11/12 DIC IL BANCHETTO CON I PRODOTTI NATALIZI IN OFFERTA E UN LIBRO SU SAN GIUSEPPE.
IN PARTICOLARE SABATO 20 E DOMENICA 21 NOVEMBRE I MANUFATTI OFFERTI SONO A FAVORE DELL’ORFANOTROFIO DI KATANA NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL  CONGO.

GITA A GUBBIO
Domenica 12 dicembre
Vedi Locandina per
informazioni dettagliate

One Reply to “E’ Domenica (14-11-2021) – XXXIII domenica del tempo ordinario anno b”

  1. Riccardo

    Le letture di questa domenica seguono il filo di quanto riportato nei vangeli di giovedì e venerdì, riguardo l’imprevedibilità temporale della venuta del Figlio dell’Uomo e l’ineluttabilità della divisione che questi opererà in base al suo giudizio.
    E’ un argomento cruciale che deve, secondo me, fare riflettere sul fatto che i nostri sforzi per cercare di vivere secondo gli insegnamenti di Gesù non devono essere funzionali soltanto al giorno del giudizio, ma riguardare tutta la nostra vita come interazione con la comunità in cui viviamo.
    Cercare di vivere bene e fare vivere bene a nostra volta il prossimo aiuta noi stessi e gli altri a passare più serenamente i giorni di vita terrena che ancora ci aspettano, perchè abbiamo generato fratellanza e amore che a loro volta ne hanno generato altrettanto, creando un “bene” terreno che abbiamo dedicato agli altri nella loro vita attuale, senza fare nessun ragionamento di tipo dare/avere mirato al presunto beneficio futuro nella vita eterna.
    Perchè se avessimo in mente di applicare tale metodo di ragionamento che mira solo agli “utili” avremmo agito non per amore degli altri ma solo per tornaconto personale .
    E parafrasando il vangelo di oggi, il cielo, la terra e i nostri schemi di pensiero egoisti ed utilitaristici passeranno, ma le parole e gli insegnamenti del Maestro ad andare oltre i beni terreni non passeranno. Mai

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