E’ Domenica (15-08-2021) – Solennità dell’Assunta

COMMENTO AL VANGELO  ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA

Nella solennità dell’Assunzione di Maria, il brano del Vangelo secondo Luca ci riporta un passo tratto dall’inizio di questo Vangelo, in cui Maria, dopo aver ricevuto l’annuncio dell’angelo Gabriele sui grandi progetti che Dio aveva per lei, va a visitare la cugina Elisabetta, a cui Dio ha donato di concepire un figlio, Giovanni, nonostante la tarda età.
Non appena Maria saluta la cugina, il bambino sussulta, dà segno di gioia. Fin dal grembo materno, Giovanni il Battista è colui che indica agli uomini che Gesù è il Salvatore e che prepara la strada per Lui. Anche Elisabetta riconosce Maria come madre del Signore, perché lo Spirito Santo le ha fatto comprendere il grande dono che Dio ha fatto agli uomini: farsi uomo. Maria ha avuto fiducia in Dio e nel suo grande disegno, dal suo “sì” di fede – un “salto nel buio”, per lei – è scaturita la salvezza dell’umanità. Elisabetta intuisce la portata di quanto accaduto e percepisce la grande prova di fede di Maria, partecipando alla sua gioia. È una gioia che poi sfocia in un canto, elevato da Maria in ringraziamento a Dio. Le parole del Magnificat sono una preghiera che lo Spirito suscita in lei, che ha aperto il suo cuore a Dio in maniera totale. Maria ha capito che Dio ha fatto “grandi cose” per lei e ha interiorizzato la sua Parola. Il cantico che affiora sulle sue labbra ricapitola e coglie l’essenza del messaggio evangelico: gli ultimi, gli emarginati, gli scartati sono i prediletti dal Signore, al contrario di coloro che pensano solo a sé stessi e ai beni materiali, che invece saranno umiliati. Sembra un’anticipazione dei discorsi che farà Gesù ai suoi discepoli, portando un messaggio di speranza e salvezza. Al “grazie” che con sincerità sale a Dio da Maria devono unirsi i tanti “grazie” che anche noi possiamo rivolgere al Signore, che continua a fare “grandi cose” anche per tutti noi.

Solennità dell’Assunta -clicca sopra per leggere la parola di Dio

Rubens – Ecce Homo

CONOSCERE GESU’ NELLA SUA VITA UMANA -2-

Nel cristianesimo non si può dire che Gesù è il Signore, Salvatore e Figlio di Dio se non si accoglie la sua umanità reale e concreta. Molte eresie nel corso dei secoli hanno negato la realtà della carne di Cristo, della sua umanità limitata e mortale. Gesù parlava di sé usando l’espressione ‘figlio dell’uomo’ e non osava neppure parlare di sé come ‘Figlio di Dio’. Non perché non lo fosse, ma perché la strada da lui scelta per raccontare Dio era la vita quotidiana, non lo straordinario, non il miracolo, non il successo trionfale. Ma noi, che subiamo la tentazione del ‘divino’, del potere e del dominio, tante volte attribuiamo a Dio immagini che sono frutto dei nostri desideri. No, l’unica via per andare al nostro Dio è Gesù Cristo – ‘Nessuno può andare a Dio se non attraverso di me !’ (Gv 14,6), e così per noi la via da percorrere è quella dell’umanità povera e umile, quella percorsa da Gesù. Se nella spiritualità delle religioni domina l’aspirazione a ‘contemplare Dio’, nel cristianesimo si impone la contemplazione di Gesù Cristo: Ecce homo ! ‘Ecco l’uomo’, l’uomo per eccellenza, il Servo del Signore, il Dio con noi e per noi.
Questa è la singolarità bellissima del cristianesimo. E’ a partire da qui che si può rinascere. Per questo il grande attentato alla fede cristiana è sempre venuto dalla negazione della vera e piena umanità di Gesù. Dio non ha semplicemente rivestito un corpo, ma ha assunto come propria la carne di un uomo lasciandosi identificare, vedere, toccare nella miseria della condizione umana. L’apostolo Giovanni in modo lapidario, quando vede apparire all’orizzonte della Chiesa nascente il rischio di una celebrazione di Gesù Cristo che ne tralasci l’umanità, avverte: ‘ogni ispirazione che non riconosce Gesù Cristo nella carne non è da Dio!’ (1Gv 4,3), ma purtroppo, anche oggi, l’umanità di Gesù da molti cristiani è stata e viene considerata, mera apparenza, irrilevante.
Ma dopo l’apostolo Giovanni sarà Sant’Ignazio di Antiochia a vedersi costretto a denunciare queste derive e a insistere con forza sulla dimensione umana e storica di Gesù: “Chiudetevi le orecchie di fronte ai discorsi di quelli che non parlano di Gesù Cristo come discendente di David e figlio di Maria, come colui che è veramente nato, ha mangiato e ha bevuto, che ha veramente sofferto la Passione sotto Ponzio Pilato, che è stato veramente crocifisso ed è morto” (Lettera ai Tralliani 9,1).  – continua-

Avvisi

Domenica 15– Solennità dell’Assunta. Le Messe hanno il consueto orario estivo con Montigiano alle ore 9. Non c’è la Messa delle ore 11 a Massarosa.
Sabato 21 agosto – per il ciclo di incontri ‘Ritrovare la Bellezza’ alle ore 21 a Pieve a Elici alle ore 21 su ‘700 anni dalla morte del Sommo poeta – immagini e parole-
Alle ore 19 sempre a Pieve a Elici nella saletta San Giovanni ‘a passo di danza’ apertura della mostra del pittore Guido Berti.
Domenica 22 – A Pieve a Elici alle ore 11,30 Messa Solenne nella ricorrenza del SS.mo Crocifisso.

One Reply to “E’ Domenica (15-08-2021) – Solennità dell’Assunta”

  1. Riccardo

    Maria ed Elisabetta sono due donne perfettamente integrate nelle comunità locali del loro tempo, con le quali interagiscono normalmente e nelle quali vivono il quotidiano, apparentemente sono due donne come tante.

    Eppure grazie alla Fede ed allo Spirito Santo, diventeranno le due eroine della più grande rivoluzione di tutti i tempi, le pasionarie (nel vero senso della parola) del Regno dei Cieli, dove per primo si sancirà la fratellanza, l’uguaglianza, l’amore e la tolleranza e dove il verbo Essere dovrà essere più importante del verbo Avere.
    La Fede di Maria si manifesta fin dal primo momento, quando l’Angelo Gabriele le preannuncia l’esperienza della cui straordinaria portata e valenza universale non può nemmeno sospettare ; invece di esprimere dubbi e perplessità manifeste (come aveva fatto Zaccaria) – al di là di un quesito diciamo così “tecnico” su come avrebbe potuto concepire, visto che era vergine – accetta immediatamente e totalmente il destino che Dio ha scelto per lei, perché la Fede per lei significa fiducia totale e assoluta in ciò che Dio ha deciso per lei, in quanto sicuramente é il bene per lei.
    E pronuncerà quella dichiarazione di Fede e di amore verso Dio che é forse la più sconvolgente e la più dirompente di tutte «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» , dove l’abbandono completo alla Volontà Divina ci fa capire che il termine “serva” la definisce come indispensabile al compimento del disegno divino, perché “serve” alla realizzazione del Disegno.
    Anche la fede di Elisabetta é qualcosa di non misurabile con il metro umano ; ne ha toccata con mano l’immensità e la grandezza nel momento in cui, nonostante l’età avanzata, ha concepito il figlio che verrà chiamato Giovanni, come l’angelo aveva predetto a Zaccaria.
    E ne avrà un’ulteriore dirompente rivelazione quando lo Spirito Santo le rivelerà chi é il bambino nel grembo di Maria di Nazareth ; è difficile concepire ciò che in quell’attimo le deve essere passato nella mente e nel cuore, quando cioè ha compreso che lei e Maria, donne semplici, normali ed umili, sono le fondamenta e le colonne di un qualcosa di talmente grande e innovativo che forse non riescono a capire. E quando pronuncia quella meravigliosa dichiarazione d’amore verso il Signore “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». “
    Probabilmente avranno entrambe dei momenti di smarrimento, nel senso che avranno paura di non essere all’altezza di questo Disegno, ma la loro fede è talmente grande che sono – mi immagino – consapevoli che dovranno affrontare situazioni particolari ; ma la Fede le illumina e le fortifica.
    Preghiamo perché anche noi, compatibilmente con le nostre possibilità ed in base a quanto lo Spirito Santo ha deciso per ognuno di noi, si possa affrontare il nostro cammino quotidiano nella Fede sempre crescente e nella maniera migliore e più efficace. Rivolgiamoci speranzosi a Dio perché, come dice l’Arcangelo Gabriele, “nulla è impossibile a Dio “

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