E’ Domenica (21-03-2021) – V domenica di Quaresima anno b

COMMENTO AL VANGELO
V DOMENICA DI QUARESIMA

Arrivati alla quinta domenica del tempo di Quaresima, anche la Parola di Dio si avvicina al tema della morte di Gesù.
Le prime parole che egli pronuncia nel brano del Vangelo, in risposta ai discepoli che lo cercano, sono “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato”. Il tempo della missione terrena di Gesù sta volgendo al termine e si avvicina il momento del suo sacrificio sulla croce. Per far comprendere meglio ai discepoli (e a noi oggi) il significato della sua morte, Gesù fa una similitudine, quella del chicco di grano. Se il chicco non muore, non germoglia e non dà il frutto per cui è stato seminato. Serve quindi che anche l’uomo si spogli di tutto ciò che opprime la sua vita e che lo distoglie dalla sequela di Cristo. L’egoismo e l’orgoglio devono lasciare spazio all’amore e al servizio verso gli altri, affinché la nostra vita sia modellata sulla base della nostra fede. La conversione di cui ci parlava la liturgia nelle prime domeniche di Quaresima trova ora la sua evoluzione nell’immagine del chicco di grano che si disfa: il cristiano è costantemente in cammino, lavora su di sé per togliere tutto ciò che appesantisce la sua fede e dare così al prossimo l’amore che riceve ogni giorno da Dio Padre.
Il massimo esempio di “chicco che muore” è proprio Gesù stesso, innalzato sulla croce, che arriva a compiere il sacrificio più grande per la nostra salvezza. Il fine ultimo della venuta di Gesù sulla Terra è stato appunto quello di portarci la redenzione. “Proprio per questo sono giunto a quest’ora!” dice Gesù. La morte del Figlio di Dio, necessaria come quella del chicco, ha portato un frutto di inestimabile valore per noi. Ecco quindi che le tenebre della morte diventano luce di vita. Gesù innalzato sulla croce ci attira a Lui e ci salva. Sul suo esempio, possiamo anche noi produrre molto frutto se ci mettiamo in cammino dietro a Lui e lo accogliamo nel nostro cuore.

V DOMENICA DI QUARESIMA ANNO B clicca sopra per leggere la parola di Dio

Non preoccupatevi dunque
del domani… (Mt 6,34)

Queste parole di Gesù tratte dal Vangelo secondo Matteo è forse bene meditarle in questi giorni nei quali ci stiamo preparando alle feste pasquali e che in questo periodo che attraversiamo di pandemia sono più attuali che mai. Non voglio ritornare alle parole di Papa Francesco, quando ci ricorda di portare sempre con noi il libro dei Vangeli in tasca per leggerne alcuni versetti ogni giorno, ma è fuori dubbio che questa frase che riporta l’evangelista Matteo di Gesù connota proprio uno dei movimenti più delicati e in un certo modo problematici dei nostri tempi: la preoccupazione.
Ciascuno di noi riceve ogni giorno stimoli a vivere ma anche le preoccupazioni nostre e degli altri che si traducono in un affanno continuo. Questo affanno non è legato alla velocità della vita, ma al vivere stesso quotidiano perché mentre ci facciamo carico delle cose da fare, senza che ce ne rendiamo conto, addossiamo su di noi un circolo di preoccupazioni e di conseguenza di affanno.
Ogni giorno è legato al ritmo delle cose da fare, pensiamo alle preoccupazioni di un ragazzo/a che studia, l’ansia di poter passare a scuola, la fatica per una donna che deve conciliare lavoro fuori e preparare pranzo e cena, un uomo che in situazione precarie deve sostenere una famiglia, e poi per molti la malattia, il disagio per mille motivi, la paura per il futuro, il mistero irrisolto del dolore e dello stesso vivere per chi non crede, le tante inquietudini, l’accettazione dei nostri limiti e delle nostre fragilità. Quando poi in mezzo a questo stato, andiamo a pensare anche al domani, su quello che faremo, vestiremo ecc… le cose possono farsi complicate ed allora bisogna essere attenti all’inganno che per il credente si cela in questo modo di vivere: è il pensare alla vita da soli, senza l’aiuto di Dio. Quando noi progettiamo il domani, costruiamo il domani senza il Signore perché Lui cammina con noi ogni giorno, e giorno per giorno ci fa camminare. Così la preoccupazione, genera l’affanno, questo produce ansia e lentamente perdiamo la pace della nostra vita. Gesù, il Signore, ci insegna a vivere e cessiamo di vedere in questo ‘non preoccupatevi dunque del domani…’ un pensiero rivolto ai francescani o ai religiosi, ma un consiglio che ciascuno di noi deve tener caro e prezioso. Ne va della nostra vita e di quella di chi vive con noi.

2 Replies to “E’ Domenica (21-03-2021) – V domenica di Quaresima anno b”

  1. Donatelli Gelsomina

    La Divina Provvidenza, grazie al nostro Padre Celeste, non abbandona mai nessuno. È sempre pronta ad aiutarci, ma purtroppo siamo troppo presi da questo vivacchiare quotidiano che ci impedisce troppo di pensare alle cose del Cielo, a un Dio Padre amoroso che ci vuole felici e guariti anche e soprattutto spiritualmente.

  2. Riccardo

    Sono d’accordo e secondo me c’é un altro aspetto importante che si estrinseca quando si parla del chicco di grano da cui, una volta mondato, può nascere il Nuovo. Ecco, é questo aspetto di purificazione che merita attenzione perchè non si tratta di una semplice “pulizia” dell’animo da comportamenti e pensieri cattivi ma é un invito a disintossicarsi dal frivolo, dal fatuo, dall’inutile, dalle frasi fatte, dalle verità preconfezionate. Solo da questa liberazione si passa dalla schiavitù dell’avere e dell’apparire alla vera liberta dell’essere : essere liberi di amare in Cristo il nostro prossimo perchè – come recita un salmo – “…chi ama il fratello cammina nella Luce”

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