E’ Domenica (23-01-2022) – IIIa domenica del tempo ordinario anno c

COMMENTO AL VANGELO – III DOMENICA DEL T.O.

La liturgia della terza domenica del Tempo Ordinario, dedicata alla Parola di Dio, ci propone due passi del Vangelo secondo Luca.
I primi quattro versetti del brano odierno costituiscono l’inizio del Vangelo di Luca, in cui l’evangelista si rivolge al destinatario del suo racconto, Teofilo, cioè “colui che ama Dio”. Teofilo, quindi, non è una persona precisa, ma indica tutti coloro che si dispongono all’ascolto della Parola perché amano Dio. Luca non ha conosciuto direttamente Gesù, ma, documentandosi e ascoltando chi l’ha incontrato, ha scritto accuratamente il suo Vangelo, per dare una solida testimonianza del messaggio di Gesù.
La seconda parte del brano di oggi ci narra, invece, l’episodio di Gesù nella sinagoga di Nazaret. Egli legge un passo dell’Antico Testamento, in cui il profeta Isaia parla al popolo di Israele, scoraggiato e afflitto, ed annuncia la venuta di un Salvatore, un Messia ricolmo di Spirito Santo, che verrà per portare speranza all’uomo, in particolare ai poveri, agli oppressi, ai più umili; un Messia che verrà a liberare.
La figura preannunciata da Isaia è Gesù ed è Egli stesso a dirlo: “oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Il Messia è venuto, completando l’Antico Testamento, a portare la salvezza e lo fa tramite la Parola che annuncia, che anche noi, come quelle persone presenti nella sinagoga di Nazaret, possiamo ascoltare, se vogliamo essere “Teofilo”, amico di Dio.
L’ “oggi” di cui parla Gesù, infatti, non si limita soltanto al momento storico in cui si sono verificati quegli avvenimenti, ma riguarda anche noi adesso, nel nostro oggi: ogni volta che ascoltiamo la sua Parola con cuore aperto si compie nuovamente quella promessa di amore e di salvezza che rende libero l’uomo.

3a domenica del tempo ordinario anno c – clicca sopra per leggere la parola di Dio

IN CAMMNO CON  PAPA FRANCESCO -9-

Alla luce dell’Enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, cerchiamo in questo spazio di affrontare quando possibile alcuni argomenti o temi che possono aiutarci in una riflessione pacata e serena ma utile per il nostro cammino. Riportiamo questa settimana dal capitolo sesto ‘il fondamento dei consensi’ i numeri 206-210 (il testo richiede una lettura pacata e attenta).
206. Il relativismo non è la soluzione. Sotto il velo di una presunta tolleranza, finisce per favorire il fatto che i valori morali siano interpretati dai potenti secondo le convenienze del momento. Se in definitiva «non ci sono verità oggettive né principi stabili, al di fuori della soddisfazione delle proprie aspirazioni e delle necessità immediate, […] non possiamo pensare che i programmi politici o la forza della legge basteranno. […] Quando è la cultura che si corrompe e non si riconosce più alcuna verità oggettiva o principi universalmente validi, le leggi verranno intese solo come imposizioni arbitrarie e come ostacoli da evitare».[201]
207. È possibile prestare attenzione alla verità, cercare la verità che risponde alla nostra realtà più profonda? Che cos’è la legge senza la convinzione, raggiunta attraverso un lungo cammino di riflessione e di sapienza, che ogni essere umano è sacro e inviolabile? Affinché una società abbia futuro, è necessario che abbia maturato un sentito rispetto verso la verità della dignità umana, alla quale ci sottomettiamo. Allora non ci si asterrà dall’uccidere qualcuno solo per evitare il disprezzo sociale e il peso della legge, bensì per convinzione. È una verità irrinunciabile che riconosciamo con la ragione e accettiamo con la coscienza. Una società è nobile e rispettabile anche perché coltiva la ricerca della verità e per il suo attaccamento alle verità fondamentali.
208. Occorre esercitarsi a smascherare le varie modalità di manipolazione, deformazione e occultamento della verità negli ambiti pubblici e privati. Ciò che chiamiamo “verità” non è solo la comunicazione di fatti operata dal giornalismo. È anzitutto la ricerca dei fondamenti più solidi che stanno alla base delle nostre scelte e delle nostre leggi. Questo implica accettare che l’intelligenza umana può andare oltre le convenienze del momento e cogliere alcune verità che non mutano, che erano verità prima di noi e lo saranno sempre. Indagando sulla natura umana, la ragione scopre valori che sono universali, perché da essa derivano.
209. Diversamente, non potrebbe forse succedere che i diritti umani fondamentali, oggi considerati insormontabili, vengano negati dai potenti di turno, dopo aver ottenuto il “consenso” di una popolazione addormentata e impaurita? E nemmeno sarebbe sufficiente un mero consenso tra i vari popoli, ugualmente manipolabile. Già abbiamo in abbondanza prove di tutto il bene che siamo capaci di compiere, però, al tempo stesso, dobbiamo riconoscere la capacità di distruzione che c’è in noi. L’individualismo indifferente e spietato in cui siamo caduti, non è anche il risultato della pigrizia nel ricercare i valori più alti, che vadano al di là dei bisogni momentanei? Al relativismo si somma il rischio che il potente o il più abile riesca a imporre una presunta verità. Invece, «di fronte alle norme morali che proibiscono il male intrinseco non ci sono privilegi né eccezioni per nessuno. Essere il padrone del mondo o l’ultimo “miserabile” sulla faccia della terra non fa alcuna differenza: davanti alle esigenze morali siamo tutti assolutamente uguali».[202]
210. Quello che oggi ci accade, trascinandoci in una logica perversa e vuota, è che si verifica un’assimilazione dell’etica e della politica alla fisica. Non esistono il bene e il male in sé, ma solamente un calcolo di vantaggi e svantaggi. Lo spostamento della ragione morale ha per conseguenza che il diritto non può riferirsi a una concezione fondamentale di giustizia, ma piuttosto diventa uno specchio delle idee dominanti. Entriamo qui in una degenerazione: un andare “livellando verso il basso” mediante un consenso superficiale e compromissorio. Così, in definitiva, la logica della forza trionfa.

AVVISI
Martedì 25– alle ore 20,30 in canonica incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Alle ore 21 al Don Bosco riunione del centro ‘ti ascolto’.
Mercoledì 26 – alle ore 21 a Gualdo nella sala parrocchiale incontro sulla Parola di Dio della domenica. All’incontro possono partecipare tutti coloro che desiderano delle parrocchie della collina.
Sabato 29 – a Piano del Quercione alle 18 incontro dei genitori di 2a media di tutta la Comunità Parrocchiale.
Alle ore 18,30 s. Messa per i ragazzi di 2a media (e loro genitori) di tutta la Comunità Parrocchiale.

2022 23 gennaio – clicca sopra per vedere il foglietto della domenica

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