E’ Domenica (25-04-2021) – IV domenica di Pasqua anno b

IV DOMENICA DI PASQUA

Nella quarta domenica del tempo di Pasqua, Gesù ci viene presentato nel brano del Vangelo come il buon Pastore.
Nel brano in lingua originale greca, l’evangelista Giovanni usa un aggettivo che si può tradurre anche come “bello”: il bel Pastore. Non si fa riferimento alla bellezza esteriore, bensì a una bellezza dell’anima: il Pastore è una persona bella perché ha in sé quelle qualità che gli permettono di raggiungere pienamente il suo scopo. Il Pastore, infatti, ama molto le sue pecore, al punto di dare la vita perché esse siano salve. Il Pastore, a differenza del mercenario che non ha alcun legame con il gregge se non quello del denaro, non scappa di fronte a un pericolo che incombe sulle pecore.
La relazione che c’è fra il buon Pastore e le sue pecore non è però unilaterale. C’è uno scambio reciproco fra queste due figure: il pastore conosce le sue pecore e, a loro volta, le pecore conoscono il loro pastore. Gesù, il buon Pastore, ci ama infinitamente, ma noi dobbiamo metterci alla sua sequela. Per non interrompere questo circolo d’amore fra noi e il Padre è necessario approfondire ogni giorno il nostro rapporto con Lui, progredendo sempre più nel nostro cammino, magari a piccoli passi, magari inciampando, ma sempre con il desiderio di migliorarci.
Nel brano, Gesù fa riferimento anche all’universalità del suo messaggio. Egli dice che sarà il pastore anche di “altre pecore, che non provengono da questo recinto”. Non ci sono limiti o barriere all’amore di Dio: tutti possono contribuire a formare quell’unico gregge guidato dal Pastore. L’immagine del gregge non corrisponde, però, ad una omologazione di massa. Al contrario, ciascuno è chiamato a mettere in condivisione i propri doni, ognuno secondo le proprie possibilità, creando un gregge variegato ma unito nell’amore al suo Pastore.

IV domenica di Pasqua clicca sopra per leggere la Parola di Dio

CIO’ CHE DICE LA CHIESA…RIFIUTATO A PRESCINDERE

Permettete in questo articolo una breve riflessione su una ‘abitudine’ sviluppata nel nostro Paese, ma che è presente pure nel continente europeo : il rifiuto sistematico dell’opinione della Chiesa su temi di dibattito di pubblico interesse.
E’ da vari decenni che si nota nell’opinione pubblica, un tentativo per portare la fede cristiana nell’ambito del privato, ‘silenziando’ i punti di vista alla luce della fede che a volte vengono espressi circa i diversi ambiti di dibattito. In poche parole ‘questo lo dice la Chiesa… perciò questo non va accettato’.
Al di là del pensiero debole che questo ragionamento lascia intravedere, dispiace vedere come i cultori di un nuovo umanesimo, non accettino il dibattito razionale su specifici argomenti rispondendo solamente ‘ se questo lo dice la Chiesa, allora non va’ bene’. Poverette queste persone, che ignorando spesso la domanda profonda di fede dell’uomo, di fatto non accettano tutto l’umano ma solo quello che ai loro occhi è chiaro, diventando cultori di uomini a metà.
Una domanda però deve sorgere nei credenti: da dove è nato questo clima di rifiuto verso le posizioni della Chiesa sui vari temi attuali ? Dove ha sbagliato la Chiesa nel porsi dinanzi all’uomo e all’uomo moderno ? Fare riferimento al male, al maligno presente nel mondo ecc. può essere una risposta che evita un esame di coscienza vero. Questo rifiuto di tutto ciò che sa di ‘sacrestia’, in parte forse è dovuto all’accettazione passiva e senza una replica di un modo clericale che in un recente passato ha investito anche le nostre comunità e dal quale non sono esenti nemmeno i laici. Questo modo di agire e di gestire la vita ha condotto molti a nausearsi di un’esperienza di Chiesa dove al posto del Vangelo del Signore, c’era il vangelo del parroco. Così molti cristiani che oggi non frequentano più la vita della Chiesa, pensano di saperne abbastanza della religione, mentre in realtà sono analfabeti e ancora da evangelizzare. Che ne pensi? Esprimi se vuoi un tuo parere nello spazio del sito della Comunità parrocchiale di Massarosa.

One Reply to “E’ Domenica (25-04-2021) – IV domenica di Pasqua anno b”

  1. Riccardo

    Penso che questo novello anticlericalismo mascherato da razionalismo modernista, tutto sommato abbia timore di ciò che dovrebbe essere veramente la Chiesa intesa come popolo di Dio : cioè un assemblea multicorale dove l’ IO personale viene sostituito da un NOI che é frutto della sincera e disinteressata partecipazione di ognuno. Tutti possiamo contribuire alla costruzione di questa assemblea che ci guidi verso un nuovo modo di vivere, modo che più volte Francesco ha menzionato negli ultimi mesi ; ognuno secondo le capacità e possibilità che la Provvidenza gli ha dato, ma sempre ognuno in cammino verso il prossimo.
    E forse, visto che l’IO personale, egocentrico ed egoista spesso si coniuga con il verbo AVERE (anziche con il verbo DARE), la Chiesa così intesa può essere invisa a chi subdolamente e pervasivamente vuole che la concretezza brutale del mero possesso delle cose divenga il Nuovo Credo

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