E’ Domenica (25-07-2021) – XVII domenica del tempo ordinario anno b

COMMENTO AL VANGELO – XVII DOMENICA T.O.

Con la XVII domenica del Tempo Ordinario, si interrompe momentaneamente l’ascolto del Vangelo secondo Marco. Il brano che oggi ci propone la liturgia, infatti, è tratto dal Vangelo secondo Giovanni. L’episodio narrato è quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci, un passo forse fra i più noti dei Vangeli, ma che – come tutta la Parola – può sempre insegnarci qualcosa di nuovo.
Gesù si trova con i discepoli sulle sponde del lago di Tiberiade e lo segue una folla numerosissima; addirittura cinquemila persone. Per mettere alla prova i discepoli, chiede loro come sfamare tutta quella moltitudine. La prima risposta è quella di Filippo che, molto pragmaticamente, dice che nemmeno con duecento denari di pane si riuscirebbe a sfamare così tanta gente. È la risposta più istintiva, forse quella che ognuno di noi direbbe, in maniera umana. La nostra logica, però, alla presenza di Gesù deve cedere il posto alla fede. Si fa poi avanti Andrea, che nota la presenza di un ragazzo che offre il suo pasto, cinque pani e due pesci. Poco, pochissimo cibo in apparenza. Tuttavia, a partire da quegli scarsi alimenti, donati a Gesù con la semplicità di un bambino, si compie il miracolo. Il cibo è sufficiente per tutti e ne avanza in abbondanza: a tutti quei cinquemila uomini è distribuito il pane, fonte di vita, che per noi si traduce nell’Eucaristia.
Attraverso l’amore di Gesù, anche quello che superficialmente ci sembra poco è in realtà fonte di grande ricchezza per tutti, poiché viene distribuito e donato ad ognuno. I nostri “pani e pesci”, le nostre possibilità, possono apparirci misere di fronte ai tanti problemi del mondo, ma il messaggio che ci dà Gesù è quello di non far prevalere lo sconforto e lo scoraggiamento. È necessaria, invece, la fiducia nel Signore, che sa far diventare grande ciò che a noi sembra tanto piccolo. Da parte nostra, l’atteggiamento deve essere quello di quel bambino che, senza troppi calcoli egoistici, dona tutto ciò che ha.

XVII dom del t.o. anno b -clicca sopra per leggere la Parola di Dio

IN GESÙ L’IMMAGINE DEL DIO INVISIBILE -2-

Riprendiamo la riflessione di domenica 20 giugno arrivando ad una affermazione decisiva: il volto personale e concreto di Dio nel mondo è stato rivelato in un uomo, Gesù di Nazaret. Anche nelle tradizioni più antiche dei Vangeli sta scritto: “Nessuno conosce il Padre (Dio) se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare (Mt 11,27; Lc 10,22). Il mistero di Dio è raggiungibile solo da colui al quale Gesù lo dà a conoscere, perché la conoscenza di Dio non dipende dalla nostra ricerca; la conoscenza di Dio si ha quando Gesù la rivela. Gesù, infatti, è la suprema, ultima rivelazione di Dio: è immagine del Dio invisibile. Chi ha visto Lui ha visto il Padre, Egli è Colui che ci ha rivelato definitivamente il Padre.
Per noi cristiani Dio è una parola insufficiente! Dio è una parola che può contenere tante proiezioni umane, che può essere frutto di una riflessione intellettuale, l’esito di una ricerca di senso fatta dall’uomo; Dio è affermato dai credenti, è negato dagli a-tei (i ‘senza Dio’).
Ebbene, ciò che è decisivo per la fede cristiana non sta in Dio quale premessa, ma Dio si rivela quale meta di un percorso compiuto dietro a Gesù Cristo e con Lui ‘iniziatore della nostra fede’ (Eb 12,2).

AVVISI

Dal 17 al 31 luglio Sagra agli Sterpeti.

Domenica 25 – E’ la Prima Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani.
Lunedì 26 – alle ore 21 a Pieve a Elici località Casella Messa per S. Pantaleone.
Alle ore 21 a Bozzano ex asilo, riunione dell’Associazione per la Sagra.
Mercoledì 28 – alle ore 21 a Massarosa al Don Bosco riunione del Consiglio Pastorale della Comunità Parrocchiale.

Domenica 1 agosto elezioni del Consiglio della Misericordia di Massarosa

One Reply to “E’ Domenica (25-07-2021) – XVII domenica del tempo ordinario anno b”

  1. Riccardo

    E’ verissimo, la fede non può essere (e forse non deve) solo un processo che segue il sentiero della razionalità, nel quale proiettiamo una visione meccanicistica, come sembra accadere a Filippo ; ci vuole anche l’elemento imprevedibile, visionario in senso positivo e simpaticamente “folle” del ragazzo che non esita a donare i 5 pani d’orzo a Gesù.
    E chissà che il Maestro non abbia deciso di fare il miracolo perchè colpito dalla generosità totale e genuina del giovinetto che – senza riflessione “razionale” alcuna – non esita a donare senza sapere se avra di che sfamarsi, perchè probabilmente perchè crede totalmente, senza “se” e senza “ma”, nel Figlio di Dio.
    Infatti la fede é anche la capacità di vedere oltre la realtà come siamo abituati a vederla, perchè Gesù, che è sempre dove la sua presenza é necessaria, può deviare il percorso della realtà delle cose in una maniera che la nostra mente può non comprendere.

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