E’ Domenica (9-05-2021) – VI domenica di Pasqua anno b

VI DOMENICA DI PASQUA COMMENTO AL VANGELO

Nella sesta domenica del tempo di Pasqua, la parola-chiave che risuona nei brani che la liturgia ci propone è “amore”.
Nel brano del Vangelo secondo Giovanni, Gesù ci dice da dove proviene questo amore. Dio Padre ha amato Lui, il Figlio, ed Egli ha amato noi. È, quindi, un amore che non rimane “chiuso”, ma si propaga: da Dio a Gesù a noi. L’amore, poi, non si ferma, perché da noi deve essere trasmesso agli altri. È per questo che Gesù dà un nuovo comandamento, che compendia tutti gli altri: “che via amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”. La Parola non lascia spazio ad interpretazioni, mette al centro l’amore, gratuito e disinteressato, che non si aspetta niente in cambio. Un amore puro e libero dagli egoismi personali.
L’amore di cui ci parla Gesù è carità. È quel sentimento che si traduce nella pratica del servizio, nella formazione di una comunità, nell’ascoltare e provvedere ai bisogni del prossimo. Amare significa quindi mettersi in gioco e dare il proprio contributo, ciascuno secondo i propri carismi, affinché il nostro percorso di cristiani che vivono in una comunità sia edificante per tutti e porti frutto.
Seguire il comandamento dell’amore significa anche vivere ed agire nel nome del Signore, secondo la sua Parola. Se rimaniamo con Lui, non possiamo che essere predisposti all’amore e compiere le nostre azioni quotidiane sotto questa luce. Amando come Lui ci ha insegnato, glorifichiamo Dio.
Il nostro amore per gli altri può dunque esplicarsi in moltissime forme, ma tutte si riconducono a quella sorgente primaria a cui attingere per trarre la giusta spinta vitale: l’amore di Dio.

VI domenica di Pasqua clicca sopra per leggere la Parola di Dio

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO -4-

Alla luce dell’Enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, cerchiamo in questo spazio di affrontare quando possibile alcuni argomenti o temi che possono aiutarci in una riflessione pacata e serena ma utile per il nostro cammino. Riportiamo questa settimana sempre dal capitolo 2 i numeri 75, 76, 77.
. Alla luce della parabola del buon samaritano (Lc 10,25-37) papa Francesco scrive

75. I “briganti della strada” hanno di solito come segreti alleati quelli che “passano per la strada guardando dall’altra parte”. Si chiude il cerchio tra quelli che usano e ingannano la società per prosciugarla e quelli che pensano di mantenere la purezza nella loro funzione critica, ma nello stesso tempo vivono di quel sistema e delle sue risorse. C’è una triste ipocrisia là dove l’impunità del delitto, dell’uso delle istituzioni per interessi personali o corporativi, e altri mali che non riusciamo a eliminare, si uniscono a un permanente squalificare tutto, al costante seminare sospetti propagando la diffidenza e la perplessità. All’inganno del “tutto va male” corrisponde un “nessuno può aggiustare le cose”, “che posso fare io?”. In tal modo, si alimenta il disincanto e la mancanza di speranza, e ciò non incoraggia uno spirito di solidarietà e di generosità. Far sprofondare un popolo nello scoraggiamento è la chiusura di un perfetto circolo vizioso: così opera la dittatura invisibile dei veri interessi occulti, che si sono impadroniti delle risorse e della capacità di avere opinioni e di pensare.
76. Guardiamo infine all’uomo ferito. A volte ci sentiamo come lui, gravemente feriti e a terra sul bordo della strada. Ci sentiamo anche abbandonati dalle nostre istituzioni sguarnite e carenti, o rivolte al servizio degli interessi di pochi, all’esterno e all’interno. Infatti, «nella società globalizzata, esiste una maniera elegante di guardare dall’altra parte che si pratica abitualmente: sotto il rivestimento del politicamente corretto o delle mode ideologiche, si guarda alla persona che soffre senza toccarla, la si mostra in televisione in diretta, si adotta anche un discorso all’apparenza tollerante e pieno di eufemismi».[
Ricominciare
77. Ogni giorno ci viene offerta una nuova opportunità, una nuova tappa. Non dobbiamo aspettare tutto da coloro che ci governano, sarebbe infantile. Godiamo di uno spazio di corresponsabilità capace di avviare e generare nuovi processi e trasformazioni. Dobbiamo essere parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno delle società ferite. Oggi siamo di fronte alla grande occasione  di esprimere il nostro essere fratelli, di essere altri buoni samaritani che prendono su di sé il dolore dei fallimenti, invece di fomentare odi e risentimenti. Come il viandante occasionale della nostra storia, ci vuole solo il desiderio gratuito, puro e semplice di essere popolo, di essere costanti e instancabili nell’impegno di includere, di integrare, di risollevare chi è caduto; anche se tante volte ci troviamo immersi e condannati a ripetere la logica dei violenti, di quanti nutrono ambizioni solo per sé stessi e diffondono la confusione e la menzogna. Che altri continuino a pensare alla politica o all’economia per i loro giochi di potere. Alimentiamo ciò che è buono e mettiamoci al servizio del bene.

AVVISI
Domenica 9—Festa della Mamma – alla Messa delle ore 11 benedizione delle mamme.Alle ore 15,30 a Pieve a Elici ritiro dei ragazzi di 1a Comunione.
Lunedì 10 – ore 20,30 a Quiesa, presso i locali parrocchiali primo incontro del Nuovo Consiglio Pastorale della Comunità Parrocchiale di Massarosa.
Martedì 11 – alle ore 15 al Don Bosco riunione del Centro ‘ti ascolto’.
Mercoledì 12 – alle ore 20,30 in Chiesa a Pieve a Elici riunione dei genitori di 5a elem di Pieve a Elici.
Giovedì 13 – alle ore 20,30 in Chiesa a Massarosa riunione dei genitori di 5a elem di Massarosa
Venerdì 14 – dalle ore 20 al Don Bosco pizzata con il gruppo fidanzati.
Sabato 15 – alle ore 10 in chiesa a Massarosa ritiro dei ragazzi di 3a e 4a elem
Alle ore 15 a Massarosa e Bozzano Messa Catechesi
Domenica 16 – dalle ore 15 in Seminario a Lucca oppure online ‘Giornata per la Famiglia’.

One Reply to “E’ Domenica (9-05-2021) – VI domenica di Pasqua anno b”

  1. Mary+Coppolecchia

    Il Vangelo di oggi è un richiamo continuo e incessante all’amore del Padre e del Figlio a cui siamo chiamati a obbedire, se vogliamo rimanere nella Trinità ed essere considerati anche noi figli e non più servi.Le parole “ comandamento” e “comando “si ripetono per 5 volte .La traduzione italiana è la stessa, mentre la versione latina distingue tra preceptum , precipio e mando. Si parla cioè di precetto , di volontà , di mandato.Quello che dice Gesù a prima vista mi ha lasciato un po’ perplessa “ Voi siete miei amici se fate ciò che io vi comando”, come se il Signore avesse una moneta di scambio …se farete così allora sarete così..come se venisse posta una condizione senza la quale non si può diventare suoi amici..anzi …lui che è il servo dei servi, l’umile figlio del falegname ci comanda come fanno i legionari romani o i sommi sacerdoti.
    Allora alla ricerca di una Luce che la Parola contiene e lo Spirito ispira ho ripercorso i brani della Scrittura che contengono questa espressione , il verbo “ en-tolé”che in greco significa precetto, comandamento. Si trova solo nel Nuovo Testamento , in tutti gli evangeli e in alcune lettere di Paolo,Pietro , Giovanni, Ebrei.È sempre riferito alla inclinazione all’amore, alla volontà di osservare il Modello che per la nostra vita cristiana è Gesù ,e troviamo l’espressione “ comandamento” nelle parabole, nei grandi discorsi durante la vita pubblica , nelle riflessioni illuminate dallo Spirito delle prime comunità cristiane. Gesù ci dà davvero un comandamento nuovo, cioè un modo per arrivare direttamente con Lui nel Padre. Per questo se non lo ascoltiamo, se non ci facciamo conquistare da Lui non possiamo ricevere tutto il bene che ci promette . Come l’ amata aspetta lo sposo nel suo giardino così il Signore Gesù insieme al Padre ci aspetta nell’infinità dell’Amore promesso e donato.

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