E’ Domenica (18-04-2021) – III Domenica di Pasqua anno b

COMMENTO AL VANGELO

Il brano del Vangelo secondo Luca, ascoltato nella terza domenica del tempo di Pasqua, si apre ancora con l’immagine dei discepoli riuniti nel Cenacolo. Due di loro sono pieni di gioia perché hanno incontrato Gesù Risorto. Sono i due discepoli di Emmaus, che dopo la morte di Gesù erano fuggiti spaventati da Gerusalemme. Inizialmente, non riconoscono Gesù in quell’uomo che li affianca nel loro cammino. Soltanto con il gesto dello spezzare il pane, il loro cuore si aprirà, permettendo loro di riconoscerlo. Pieni di gioia, i due discepoli tornano a Gerusalemme per annunciare agli altri la bella notizia.
Il clima gioioso sembra però interrompersi quando Gesù si manifesta: i discepoli lo credono un fantasma e ne sono spaventati. Gesù allora, come abbiamo ascoltato anche domenica scorsa, fa toccare loro le sue ferite; mangia davanti a loro. I discepoli sono timorosi e non hanno compreso il significato della Risurrezione perché su di loro non è ancora sceso lo Spirito Santo, che darà loro la forza di intraprendere la loro missione di testimonianza a tutti gli uomini. Il tempo che i discepoli hanno passato con Gesù durante la sua vita terrena non è bastato a far comprendere loro quel grande messaggio. Anche la Parola di Dio dell’Antico Testamento aveva già preannunciato la missione di Gesù, tramite la legge di Mosè, i Profeti (instancabili testimoni della Parola) e i Salmi. Con la sua morte e risurrezione, Gesù ha portato a compimento questa missione: offrendo la sua vita, ha dato agli uomini la speranza.
Il messaggio che ha lasciato ai discepoli e a noi è infatti di speranza: speranza di salvezza, di perdono, di conversione.
Di questa speranza, dobbiamo farci testimoni gioiosi, sul modello dei discepoli, che si fanno missionari e formano la Chiesa, parlando delle cose del Signore con quell’autorevolezza che deriva dal vivere la fede.

IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO -2-

Alla luce dell’Enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, cerchiamo in questo spazio di affrontare quando possibile alcuni argomenti o temi che possono aiutarci in una riflessione pacata e serena ma utile per il nostro cammino. Riportiamo questa settimana sempre dal capitolo 1 il numero 50.
Possiamo cercare insieme la verità nel dialogo, nella conversazione pacata o nella discussione appassionata. È un cammino perseverante, fatto anche di silenzi e di sofferenze, capace di raccogliere con pazienza la vasta esperienza delle persone e dei popoli. Il cumulo opprimente di informazioni che ci inonda non equivale a maggior saggezza. La saggezza non si fabbrica con impazienti ricerche in internet, e non è una sommatoria di informazioni la cui veracità non è assicurata. In questo modo non si matura nell’incontro con la verità. Le conversazioni alla fine ruotano intorno agli ultimi dati, sono meramente orizzontali e cumulative. Non si presta invece un’attenzione prolungata e penetrante al cuore della vita, non si riconosce ciò che è essenziale per dare un senso all’esistenza. Così, la libertà diventa un’illusione che ci viene venduta e che si confonde con la libertà di navigare davanti a uno schermo. Il problema è che una via di fraternità, locale e universale, la possono percorrere soltanto spiriti liberi e disposti a incontri reali”.
Oggi rischiamo una nuova pigrizia quella di coltivare il dialogo con gli altri, e questo succede nelle nostre famiglie, ma anche fuori nei vari ambiti sociali e a volte anche nella comunità cristiana non siamo esenti da questo pericolo. Spesso, invece che ricercare la verità insieme, di collaborare con gli altri nella ricerca di un punto comune, pensiamo di trovare la saggezza nelle mille voci che incontriamo nei mezzi di comunicazione come internet. Speriamo di trovare la saggezza e la giusta verità nel confronto fra notizie ( spesso di indubbia provenienza) e così tralasciamo il confronto personale, la replica, il dibattito; tutto si appiattisce nei mezzi di comunicazione e talvolta siamo chiamati a fagocitare una innumerevole serie di informazioni inutili che sul momento ci paiono di grande efficacia.
Papa Francesco sottolinea la possibilità che la liberta diventi per molti una illusione, e questo è possibile se l’unico modo che abbiamo di scambiare opinioni diventa uno schermo piatto (non solo nel senso del video, ma anche dei contenuti dell’informazione). Quella libertà che cerchiamo e che non troviamo nel mondo reale, andiamo a cercarla nella connessione dove ci sembra di ‘navigare liberamente’ mentre invece non siamo altro che schiavi di un circolo vizioso che ci isola dal contatto umano vero. In questo modo, difficilmente si creano spazi di fraternità e di vera amicizia, perché tutto diventa illusione e scambiamo per libertà la possibilità di insultare gli altri in modo a volte violento, quando invece non facciamo altro che sfogare la nostra solitudine repressa e non compresa.

La fraternità e la pace fra persone è frutto di un lavoro paziente e quotidiano che non dobbiamo rimandare alle future generazioni.

AVVISI

Oggi ci sono le votazioni per il Nuovo Consiglio Pastorale della Comunità Parrocchiale di Massarosa. A Massarosa è possibile votare anche nel pomeriggio di domenica davanti alla Misericordia dalle ore 15 alle ore 19.
E’ LA FESTA DELLA MADONNA DEL CARMINE.
Sabato 24—alle ore 15 a Massarosa e Bozzano Messa Catechesi per i ragazzi delle elementari e delle medie.

Lions Club Massarosa aderisce al progetto del Banco Alimentare con il servizio ‘Catena del Freddo’ fornendo generi alimentari congelati ai centri di carità.
Chi desidera aderire al progetto con un contributo puo’ farlo direttamente al Centro ‘Ti ascolto’ o fare un versamento su
IBAN—IT08G05034381000000 00000108 CAUSALE—Catena del Freddo Lions Club Massarosa– Centro ‘ti ascolto’.

One Reply to “E’ Domenica (18-04-2021) – III Domenica di Pasqua anno b”

  1. Riccardo

    Vorrei partire dalle parole di Papa Francesco “La fraternità e la pace fra persone è frutto di un lavoro paziente e quotidiano che non dobbiamo rimandare alle future generazioni.” per riflettere sul fatto che, a oltre 2000 anni di distanza, il messaggio del Vangelo di domenica18/4 si integra con quanto detto dal Pontefice. Nel cenacolo Gesù rivela ed affida ai discepoli la missione di diffondere il Verbo e rendere così possibile quella comunanza di spirito che sola può portare alla fraternità.
    E nei nostri giorni Francesco ci spinge a collaborare tutti insieme, nei limiti delle possibilità individuali, per creare quella comunanza, quella unicità tra i singoli che é alla base della società civile e solidale e del nostro essere veramente cristiani.
    Ammonendoci a usare la tecnologia ed i media con uno spirito critico sempre vigile e attento, per non rischiare di demandare alla rete il compito di interagire con il prossimo

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