Parola di Dio della domenica 29-03-2020

Riflessioni del Vangelo

5a DOMENICA DI QUARESIMA anno a  – RICONOSCERETE CHE
IO SONO IL SIGNORE

Riconoscere che Dio è il Signore della nostra vita non è facile, specialmente vivendo in un contesto secondo il quale signori sono tante volte realtà mondane. Oggi la signoria di Dio e soprattutto la speranza che egli sia il principio vitale che ci sottrae alla morte, ad ogni morte, sono trascurate, messe in discussione e spesso esplicitamente rifiutate.


Per questo il cristiano che crede nella risurrezione dei morti, non ha vita facile. Come essere credibili? La vita cristiana non è un’esperienza di tristezza, di lamentela continua, di mortificazione. Il vangelo di oggi dice: chi crede in me, crede nella vita, è capace di gioia, diffonde certezza e speranza (che non coincidono con le sicurezze promesse illusoriamente dal mondo). Possiamo vivere da cristiani con gioia?
La risuscitazione di Lazzaro narrata dal vangelo ha due livelli: il livello della rianimazione dell’amico che era morto (e che tornerà a morire) diventa “segno” che rimanda ad un livello più profondo, cioè alla promessa di vita che non muore, poiché vita di Dio, che Gesù vuol dare. Già qui e ora, a tutti coloro che credono in lui.
La vera rinascita dell’uomo è opera di Dio, la risurrezione non è un evento fisico. Ma iniziativa di Dio, perché Dio ci comunica il suo Spirito. Questo secondo livello, ci ricorda la prima lettura, è opera dello Spirito di Dio. Un aspetto che trova riscontro anche nella seconda lettura, la quale ci richiama ad una verità fondamentale della fede cristiana: mediante Cristo lo Spirito di Dio abita già ora in noi.

1 thought on “Parola di Dio della domenica 29-03-2020

  1. Nelle letture che la chiesa ci propone in questa domenica ho trovato un terzo annuncio di Salvezza , questo ancora più forte perché riferito proprio alla resurrezione. Nelle precedenti domeniche Gesù aveva parlato di acqua che disseta con la samaritana e aveva dato luce al cieco nato perché vedesse non solo con i sensi ma con gli occhi dello spirito.
    Nella prima lettura Ezechiele per primo ci parla di resurrezione, cosa che nel mondo ebraico sembrava remota e poco chiara, infatti all’ annuncio di Gesù Marta e Maria rispondono : sappiamo che nell’ultimo giorno mio fratello risorgerà…Gesù invece lo fa risorgere ora , ma mi colpisce che questo segno avviene in modo diverso dagli altri due.
    La samaritana era sola con Gesù , soli al pozzo in un’ora calda ; Lui le parla di salvezza, di un’acqua che leverà la sete per sempre e di un Dio che si adorerà in Spirito e Verità . Il cieco nato lo cerca Gesù , lo vede a mendicare tra la folla e Lui gli chiede se vuole essere guarito , anche qui un rapporto personale tra loro , che poi implicherà tutto quello che abbiamo sentito: l’incredulità dei farisei, la prudenza dei suoi genitori che avevano paura di essere cacciati dalla sinagoga,lo stupore di questo povero cieco che si ritrova la vista e solo quando Gesù si rivela lo vede davvero come il suo Salvatore …
    In questa domenica , fin dalle prime parole del Vangelo di Giovanni , Gesù si mostra volutamente sordo all’ annuncio che Lazzaro sta male, indugia, si ferma altri due giorni a Gerusalemme , non vuole arrivare in tempo a Betania, che pure è vicina .. fin dall’inizio dice che questa malattia è per la gloria di Dio e non per la morte. Gesù vuol far vedere a tutti questo segno, a Marta , a Maria , a quelli che erano con loro a vegliare il morto…
    E quando si rivolge al Padre lo ringrazia perché tutta quella gente possa vedere” e credere che Tu mi hai mandato”.In questa lettura mi ha colpito questo segno di salvezza che è rivolto a tutti, mi ha dato pace pensare a questo Dio Padre che ci perdona e ci promette la resurrezione , come recitiamo nel salmo “ Israele attende il Signore, perché presso il Signore è la misericordia, e grande presso di lui la redenzione.”
    Mary Coppolecchia

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